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mercoledì, Dicembre 7, 2022

AMO – L’Associazione Oncologica Milanese che ama la Vita 

V&S WEB dialoga con Giuseppe Villarusso, Presidente AMO

  • Associazionismo virtuoso 
  • Cura 
  • Oncologia e umanità 
  • Servizi alla persona 

Amare e curare la Vita 

Scende la pioggia è una canzone del Gianni Morandi, del ragazzo di Monghidoro che come me, amava i Beatles e i Rolling Stone. 

«Amo la vita più che mai, appartiene solo a me, voglio viverla per questo». 

Il segreto di AMO è l’amore per la vita, non è un gioco di parole ricercato, è proprio così, vero?  

«L’Associazione Oncologica Milanese ama la vita e crede fermamente nel valore e nella dignità di ogni persona sia nella salute e ancora di più nel momento in cui la malattia prende il sopravvento nella vita, toglie le nostre sicurezze e ci fa sentire fragili e vulnerabili. Il nostro motto, che non ci stanchiamo mai di ripetere, è “al fianco del malato e dei familiari prima durante e dopo la cura”». 

Piccoli ma ben organizzati 

Come si compone la vostra struttura e quali i fini che perseguite con passione? 

«Siamo una piccola Associazione, abbiamo sede e operiamo all’interno dell’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano nel reparto di oncologia. 

Siamo molto attivi e animati da grande energia e desiderio di supportare chi si trova in un percorso di cura difficile e complicato, si sente confuso e disorientato, a volte anche arrabbiato.  

La nostra struttura si compone di  

  • un Consiglio Direttivo formato da 9 membri tutti medici oncologi tranne il presidente,  
  • 33 soci provenienti da diverse tipologie di professionalità,  
  • 15 volontari, di cui alcuni sono stati pazienti oncologici guariti,  
  • 4 collaboratori professionisti – 1 psicoterapeuta e 3 counselor – che lavorano quotidianamente a tempo pieno in Associazione con varie mansioni. 

L’Associazione Oncologica Milanese nasce nel lontano 1980 dalla visione di Gino Luporini, uno dei padri fondatori dell’Oncologia, che ha capito quanto fosse importante facilitare il percorso di cura e la qualità di vita dei malati oncologici con una serie di attenzioni e di sostegno. Attività e missione che negli anni abbiamo proseguito e ampliato con aiuti concreti attraverso solidarietà sociale, sostegno psicologico, educativo e sociale». 

Per approfondire il tema leggi anche La spiritualità nella cura

Cura olistica 

AMO, trovo scritto in un documento: «offre ogni tipo di supporto utile per il corpo, la mente e l’anima», cosa intendete? 

«Credo che siamo tutti d’accordo sull’inscindibilità fra psiche e corpo: da tempo si è compreso che per curare una persona non è sufficiente occuparsi esclusivamente del suo corpo e del disturbo fisico che avverte in quel momento, ma è necessario prendersi cura anche della sua parte psicologica, del suo vissuto esistenziale e sociale e dei significati, ad esempio, che il malato attribuisce alla sua malattia. È importante per il malato sentirsi ascoltato e considerato in tutti quegli aspetti che oggi sono stati riconosciuti come parte integrante della salute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: affetti, soddisfazione nel lavoro, valori, spiritualità, qualità delle relazioni interpersonali, flessibilità, capacità di adattamento e senso dell’umorismo. 

Ed è proprio da queste riflessioni che nascono i nostri progetti. Facilitare il percorso di cura e la qualità di vita ponendo il malato oncologico al centro di un sistema di attenzione». 

Per noi di AMO la Vita inoltre è importante poter offrire gratuitamente più servizi possibili a tutti i malati in cura presso l’ospedale San Carlo, che si trovano in una situazione di fragilità sociale, familiare e fisica. 

Ecco un breve elenco dei nostri servizi: 

  • presenza nelle 3 sale d’attesa per le cure e terapie oncologiche offrendo un momento di ascolto e contenimento del disagio emotivo dovuti all’attesa di visite e terapie;  
  • attivazione di uno sportello di supporto psicologico; 
  • trasporto sanitario semplice per malati fragili dal domicilio all’ospedale e viceversa; 
  • presa in carico di pazienti particolarmente fragili che sono in difficoltà a gestire il percorso di cura gestendo la parte burocratica e organizzativa per visite/esami/ecc.;  
  • servizio a domicilio a chiamata di infermieri, Operatrici Socio-Sanitarie, fisioterapisti; 
  • donazione parrucche solidali e sostegno psicologico per le donne che perdono i capelli per le terapie.  

Curare con cura     

Voi dell’’Associazione Oncologica Milanese andate oltre alla cura della malattia, voi curate con cura le persone, tessete e mantenete legami… 

Mi ha colpito molto la telefonata che ho ricevuto dal Presidente Giuseppe Villarusso. Chiedo l’intervista su carta intestata, via e-mail. Lui mi chiama… Vuole sapere, conoscere di persona chi gli chiede ragione. Sono rimasto colpito, l’ho già detto? È questo uno degli aspetti del vostro motto: ‘umanizzazione’ della cura? 

«Umanizzare la cura significa per noi mettere il malato oncologico al centro come persona e dove non si guarda più solo alla malattia, ma pone l’attenzione anche dei suoi vissuti esistenziali. È importante per noi che il paziente si senta considerato, ascoltato, supportato, accolto, sollevato dalla sofferenza emotiva/sociale/relazionale che una diagnosi di tumore porta con sé». 

Il Covid, gli ospedali pieni e chiusi, quante persone sofferenti in liste d’attesa lunghissime. È vero che non tutte le malattie possono essere guarite ma tutte devono essere curate. 

Il Morandi nazionale si sbagliava: «Quello che mi dispiace è quel che imparo adesso, ognuno pensa solo a sé stesso», non è vero Gianni, non è vero. 

Scende la pioggia, grazie AMO! 

  

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