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Junkerapp

Una App per gli eroi dell’economia circolare

«COME VE LO DEVO DIRE?» il tono della mia domanda, lo si nota dal maiuscolo, non è particolarmente gentile, vero? 

È una domanda che rivolgo di sovente, almeno due volte la settimana, a parte della mia famiglia, a quella del mio nucleo ristretto. Dalle nostre parti la spazzatura (il rusco, in bolognese) viene raccolta due o tre volte la settimana: umido, carta, plastica, misto indifferenziato. Io ci faccio caso, mi sento coinvolto in questo sforzo che, a mio avviso, dovrebbe coinvolgere tutti. Soprattutto quelli del mio nucleo familiare ristretto. 

Eppure, ogni qualvolta ci metto il naso mi devo sporcare le mani.  

«I contenitori devono essere sciacquati, questa non è plastica, COME VE LO DEVO DIRE?». Ecco, appunto. È possibile che siamo tutti iper-specializzati in tanti domini e siamo così ignoranti sulla spazzatura? 

Poi sento e leggo di una app. Cosa c’entra la tecnologia con la spazzatura e la differenziata? 

junkerapp.it  – L’UNICA APP CHE TI DICE COME DIFFERENZIARE OGNI SINGOLO PRODOTTO. E NON SOLO. 

Ma dai, non può essere. Ho davvero risolto il mio problema, NON LO DEVO PIÙ DIRE alla mia tribù e sgolarmi di conseguenza? 

Junkerapp è nella lista dei Green Heroes e l’abbiamo voluta contattare.  Ecco cosa ci ha svelato Noemi De Santis, co-fondatrice e responsabile comunicazione dell’app. 

Una app per il rusco? 

«Ebbene sì. Devo ammettere che oggi siamo (quasi tutti) abituati a usare le app per aiutarci in ogni genere di ricerca o azione, ma quando è stata sviluppata Junkerapp – era il 2015 – in molti ci hanno detto che mettere i cittadini in condizione di leggere i codici a barre per differenziare gli imballaggi era eccessivo e che non saremmo mai riusciti a convincere i Comuni a versare un canone, per quanto piccolo, per un servizio di cui nessuno aveva mai manifestato il bisogno.  

Ma l’innovazione è proprio questo: immaginare nuovi strumenti per rispondere meglio ai bisogni! Per fortuna quindi non ci siamo scoraggiati e siamo rimasti fedeli al nostro modello di business: lasciare gratuito il download dell’app e lavorare con la pubblica amministrazione». 

Cos’è successo? 

«È stato un successo!  

Oggi la nostra piattaforma vanta oltre 1200 Comuni abbonati in tutta Italia e nel Canton Ticino e 2,5 milioni di utenti, che possono usare le nostre funzioni di ricerca indipendentemente dal fatto che il loro Comune sia o meno nostro cliente.  

Come funziona Junkerapp? 

Grazie a un database di 1 milione e 800 mila prodotti, Junker consente di ricavare le informazioni per separare correttamente i rifiuti di casa, semplicemente inquadrando il codice a barre o, se si tratta di un prodotto generico, scattandogli una foto. Il sistema riconosce l’oggetto e risponde inviando, in tempo reale, tutte le informazioni sulla composizione del prodotto e le corrette modalità di conferimento in base al Comune in cui ci troviamo.  

Facile, no? Non solo.  

Se il prodotto che stiamo cercando non è ancora stato censito, è possibile segnalarlo direttamente in app. A quel punto i nostri operatori provvederanno a inviare al cittadino le informazioni richieste e, al contempo, aggiungere la referenza al database.

In questo modo, grazie alla collaborazione degli utenti, la nostra piattaforma si aggiorna e diventa più completa a beneficio di tutti: già oggi riconosce di 1,8 milioni di prodotti, di cui quasi 500mila segnalati per l’appunto dai cittadini». 

E la voce? 

Non mi dica che anche lei ha dovuto alzare spesso LA VOCE in famiglia per la differenziata… 

«Al contrario, direi. Le mie figlie ormai sono più esperte e attente di me! I giovani non sono solo nativi digitali, sono anche nativi ricicloni. Ma per fortuna la nostra app sembra essere particolarmente apprezzata anche dagli adulti e persino dagli anziani.

A questi ultimi abbiamo prestato grande attenzione già in fase di sviluppo, scegliendo bolloni grandi e lavorando sull’usabilità dell’app, che abbiamo reso accessibile anche a non vedenti o ipovedenti». 

Ora la app e per il futuro prossimo? A cosa state lavorando? 

«Essere in anticipo sui tempi, facilitare il cambiamento è la nostra ambizione. Dal 1 gennaio 2023 sarà obbligatorio inserire su tutti i prodotti di consumo un’etichetta ambientale, che indichi chiaramente al consumatore tutte le informazioni per facilitare la raccolta, il riutilizzo, il recupero e il riciclaggio degli imballaggi.

Noi abbiamo iniziato a lavorarci già un anno e mezzo fa, quando abbiamo messo a disposizione delle aziende EAD, la prima etichetta ambientale digitale, che sfrutta proprio la tecnologia e l’enorme database di Junker app per metterli in regola con l’obbligo di legge.

In questo modo possiamo veramente “chiudere il cerchio”, mettendo in rete cittadini, Comuni, Gestori e adesso anche produttori e importatori per un unico obiettivo: armonizzare le informazioni destinate agli utenti per gestire meglio i nostri rifiuti e, quindi, ridurre la nostra impronta sul pianeta». 

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