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mercoledì, Dicembre 7, 2022

Vox populi & Tumori 

Luoghi comuni duri a morire che si autoalimentano sui social

  • Luoghi comuni sul cancro 
  • Dieta  
  • Integratori 
  • Stress 
  • Apparecchi elettronici 

Proverbi 

Dai proverbi antichi, alla saggezza della nonna, dalla ‘birra che fa latte’ al ‘vino che fa sangue’, ‘la malaria si prende respirando aria insalubre’, i luoghi comuni ci sono sempre stati. Poi è arrivata la scienza sperimentale, l’esigenza che a ogni affermazione dovesse corrispondere una metodologia applicabile e riscontrabile atta a garantire la veridicità dell’assunto. 

Basta? Non basta perché la vox populi è dura e si autoalimenta nelle dicerie e ora nelle chat di tutti i social. 

Dottor Maurizio Scaltriti (VP Translational Medicine, Early Oncology, AstraZeneca. Previous Associate Director of Translational Science at MSKCC. Co-founder of Medendi è oltretutto un divulgatore che i luoghi comuni non li subisce. 

Luoghi comuni 

Dottor Scaltriti ho avuto la fortuna di imbattermi in suo post sul tema e mi ha rincuorato molto. Un grandissimo divulgatore e uomo di scienza come Piero Angela ha lasciato nel suo testamento scientifico il suo impegno a chi rimane. I luoghi comuni sui quali sta lavorando? 

«Molti dei luoghi comuni stratificati nei secoli sono stati spazzati via. Uno duro a morire è condensato in questa convinzione diffusa: “La cura per il cancro esiste ma non vogliono darcela perché così dovrebbero smettere di darci farmaci costosi”.  

A parte l’assurdità della cosa, se qualcuno avesse la cura per tutti i tumori continuerebbe a venderla, la gente non smette di ammalarsi. 

E questo qualcuno sarebbe la persona o la compagnia più ricca della terra».  

La realtà e le grossolanerie 

Ma le cose come stanno? 

«La realtà è che si stanno studiando le cure migliori per tutti i tumori, e sono molto diverse tra loro. E state sicuri che conviene molto di più trattare i pazienti con terapie efficaci». 

Altre grossolanerie ricorrenti? 

«Un altro luogo comune è dettato dalla convinzione che “con una dieta sana e naturale si possono prevenire quasi tutti i tumori”.  Magari.  

Una dieta sana è sicuramente alla base della prevenzione di tumori e altre malattie, ma non è sufficiente, e non è l’unica variabile. 

Si calcola che circa la metà, se non più, dei tumori sia dovuto al caso.  

Per il semplice fatto che le cellule si dividono, queste possono commettere errori nella duplicazione del DNA che, se non riparati prontamente, possono accumularsi. 

E l’accumulo di alterazioni del DNA può trasformare una cellula sana in tumorale. Una dieta sana, il controllo del peso corporeo e l’attività fisica possono sicuramente ridurre i rischi di sviluppare certi tipi di tumori (es: colon, stomaco, mammella), ma non fare miracoli. 

Diete 

Sì, ma le diete…  «Premetto che sono un po’ refrattario a tutto ciò che inizia con “la dieta del…”. La dieta mediterranea è stata riconosciuta come molto equilibrata e sana. Ma anche in Giappone, per esempio, hanno un’aspettativa di vita molto alta. 

Certe diete come il digiuno intermittente o le diete chetogeniche potrebbero avere un razionale scientifico soprattutto durante trattamenti farmacologici specifici. La dieta chetogenica, per esempio, si sta testando insieme a inibitori di PI3K.

Dico “si sta testando” perché’ non è sufficiente “leggere da qualche parte” che fa bene. Va sperimentata con studi rigorosi e riproducibili.  

Esempi? 

«Un esempio:  decine di studi hanno ormai sancito che l’approccio farmacologico è più importante dell’alimentazione negli ipercolesterolemici. 

Un altro esempio lampante è il famoso “metodo Di Bella”. Questo metodo non ha mai dimostrato di avere effetti curativi verso alcun tipo di patologia oncologica. Non parliamo poi degli studi di laboratorio».  

Integratori 

E sugli integratori e i tumori, cosa pensa? 

«Dal punto di vista epidemiologico tutti i tentativi di associare l’assunzione di un integratore specifico con un beneficio dal punto di vista di prevenzione di tumori ha fallito. Qualche razionale esiste in effetti ma va studiato meglio (si sta facendo). 

Stress? 

Io ho sentito un sacco di volte che lo stress… 

«Quello sullo stress è un altro luogo comune diffusissimo. “Ha avuto una disgrazia e poi si è ammalato”, imputando allo stress la causa scatenante della malattia oncologica.  

“Lo stress abbassa le difese”. Beh, intanto bisognerebbe definire lo stress. 

Parliamo di stress acuto o stress cronico? Pur essendoci indizi di rarissimi casi limitati a situazioni molto durature, una causa-effetto di stress e diagnosi di cancro non si è mai descritta. E sarebbe anche molto difficile da studiare proprio per la soggettività della parola “stress”. 

Tumore e apparecchi elettronici 

Il tumore e i mezzi tecnologici, ci sono relazioni? 

«Cellulari, microonde, antenne etc. Questo è un altro esempio di come una percezione di alcuni diventi un luogo comune. E per quanto si ripeta che nessuno studio ha mai rivelato un’associazione chiara tra queste onde e l’insorgenza di tumori, in molti non cambiano idea. 

Vaccini e cancro 

I vaccini provocano il cancro? 

«Non esistono vaccini che provochino il cancro. Ne esistono alcuni che lo prevengono, semmai, come quello per il papilloma (HPV) o epatiti (HBV). E la spiegazione più logica è che non contengono sostanze mutagene o cancerogene».  

Per quali ragione arcane si insiste nel diffondere tali convinzioni senza alcun riscontro scientifico?  «Chi cerca attivamente di ripetere sempre le solite castronerie in campo medico, cerca proprio questo.  Che la cosa, a forza di ripetersi, acquisti un valore anche se di valore non ne ha».  

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