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domenica, Settembre 24, 2023

Saltare la colazione non è smart 

Breakfast e sistema immunitario

È diventata una moda diffusa quella del ‘fasting’ (digiuno), una rinuncia per sembrare più ‘fast’ (rapidi). Eppure, saltare la colazione, il primo pasto della giornata, pare non essere proprio così smart (furbo). 

Colazione e sistema immunitario 

Secondo un nuovo studio, saltare la colazione potrebbe danneggiare il sistema immunitario, rendendo più complicata e macchinosa la resistenza naturale dell’organismo contro le infezioni. 

Il digiuno mattinale, più propriamente, potrebbe innescare una risposta nel cervello che influisce negativamente sulle cellule immunitarie aumentando percentualmente il rischio di malattie cardiache.  

Studio del Mount Sinai 

I ricercatori hanno analizzato due gruppi di topi:  

  1. Un gruppo ha fatto colazione subito dopo essersi svegliato (la colazione è il pasto più abbondante della giornata).  
  1. L’altro gruppo non ha fatto colazione.  

Raccolti i campioni di sangue per ogni gruppo esaminato è stata notata –nei topi a digiuno- una netta diminuzione di monociti, globuli bianchi prodotti nel midollo osseo, responsabili della lotta alle infezioni, alle malattie cardiache e al cancro. 

È stato scoperto che dopo 4 ore di digiuno il 90% di queste cellule è letteralmente scomparsa dal flusso sanguigno e il numero è ulteriormente diminuito dopo 8 ore.  

Nei topi a digiuno i monociti tornavano al midollo osseo per entrare in una sorta di letargo. Allo stesso tempo, la produzione di nuove cellule nel midollo osseo è diminuita.  

Gli stessi topi a digiuno, una volta nutriti, hanno sviluppato a un aumento repentino di globuli bianchi che hanno decretato un aumento del livello di infiammazione generale.  

Invece di proteggere dalle infezioni, questi monociti alterati si sono dimostrati più infiammatori, rendendo il corpo meno resistente alla lotta contro le infezioni. 

Il Dott. Filip Swirski, responsabile del lavoro di equipe finanziato da sovvenzioni del National Institutes of Health e del Cure Alzheimer’s Fund, ha dichiarato: 

«Lo studio mostra che, da un lato, il digiuno riduce il numero di monociti circolanti, cosa che si potrebbe pensare positiva, poiché queste cellule sono componenti importanti dell’infiammazione. D’altra parte, la reintroduzione del cibo crea un’ondata di monociti che ritornano nel sangue, il che può risultare problematico.

Il digiuno, quindi, regola questo pool in modi non sempre benefici per la capacità del corpo di rispondere a una sfida come un’infezione. Poiché queste cellule sono così importanti per altre malattie come le malattie cardiache o il cancro, capire come viene controllata la loro funzione è fondamentale». 

Limiti della ricerca

Va aggiunto che il limite principale della ricerca pubblicata è il campione animale sul quale si è svolto l’esperimento. 

«I topi hanno un metabolismo molto diverso dal nostro (in rapporto alla massa corporea, mangiano quantità di cibo molto più grandi di noi) e hanno ritmi circadiani capovolti (notturni). Questo significa che i risultati riscontrati nei topi non sono direttamente trasferibili all’essere umano», precisa Stefano Erzegovesi, medico nutrizionista e psichiatra, esperto in nutrizione preventiva e disturbi alimentari in una intervista concessa a Anna Fregonara.  

«Sono numerose le prove secondo le quali il digiuno, nell’uomo, è un’arma nella prevenzione della maggior parte delle malattie legate all’invecchiamento. Il mio consiglio è di rispettare la sua forma più fisiologica, ovvero far passare 12 ore tra la fine della cena e l’ora della colazione» 

Ritmi circadiani e digiuno 

I ritmi circadiani umani seguono la luce del sole. 

Si è più svegli, e meno resistenti all’insulina, nelle ore in cui il sole sale all’orizzonte, e, per contro: meno svegli, e più resistenti all’insulina, man mano che ci si avvicina all’ora di andare a dormire. «Quindi è preferibile» continua il Dottor Erzegovesi,  

«mangiare di più nella prima parte della giornata, soprattutto se si tratta di farine raffinate e zuccheri, e gradualmente meno man mano che ci avviciniamo all’ora di andare a dormire. L’altro miglior alleato del sistema immunitario è seguire la vera dieta mediterranea, varia, a base soprattutto di cereali integrali, frutta, verdura, legumi e frutta secca». 

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