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Dieta chetogenica. Come funziona e quali sono i rischi? 

La dieta chetogenica, conosciuta anche come cheto, è un regime alimentare che prevede un drastico taglio dei carboidrati (meno di 50 grammi al giorno) a favore di un aumento del consumo di grassi (fino al 70-80% delle calorie totali) e di un apporto moderato di proteine. 

Come funziona? 

In assenza di carboidrati, il corpo entra in uno stato metabolico chiamato chetosi. In questa condizione, il fegato inizia a produrre i cosiddetti corpi chetonici (acetone, acetoacetato e beta-idrossibutirrato). I corpi chetonici diventano la fonte energetica primaria per il corpo, sostituendo il glucosio derivato dai carboidrati. 

Perché la si segue? 

La dieta chetogenica è stata utilizzata per decenni nel trattamento di alcune malattie neurologiche, come l’epilessia nei bambini, con risultati promettenti. In tempi recenti, ha guadagnato popolarità come metodo per dimagrire e per il presunto trattamento di altre condizioni, come il diabete di tipo 2, alcune patologie neurodegenerative e alcuni tipi di cancro. 

Quali sono i possibili benefici? 

I sostenitori della dieta chetogenica attribuiscono a questo regime i seguenti benefici: 

  • Riduzione del peso corporeo: la chetosi può favorire la combustione dei grassi corporei e la perdita di peso, soprattutto nel breve termine. 
  • Miglioramento del controllo glicemico: nei pazienti con diabete di tipo 2, la chetosi può migliorare la sensibilità all’insulina e ridurre la necessità di farmaci ipoglicemizzanti. 
  • Riduzione dei fattori di rischio cardiovascolare: in alcuni studi, la chetosi è stata associata a una diminuzione dei trigliceridi e del colesterolo LDL (colesterolo “cattivo”). 
  • Aumento del senso di sazietà: le proteine e i grassi saziano più dei carboidrati, il che può portare a una minore assunzione di calorie e a un miglior controllo dell’appetito. 
  • Potenziali benefici per la salute del cervello: alcuni studi suggeriscono che la chetosi possa avere effetti positivi sulla funzione cognitiva e sulla protezione neuronale. 

Quali sono i rischi? 

Nonostante i potenziali benefici, la dieta chetogenica non è priva di rischi e controindicazioni: 

  • Effetti collaterali a breve termine: all’inizio della dieta, possono manifestarsi sintomi come stanchezza, nausea, stitichezza, mal di testa e difficoltà di concentrazione, noti come “influenza chetogenica”. 
  • Carenze nutrizionali: la restrizione drastica dei carboidrati può aumentare il rischio di carenze di vitamine, minerali e fibre. 
  • Calcoli biliari: la dieta chetogenica può aumentare il rischio di sviluppare calcoli biliari. 
  • Problemi ai reni: un apporto eccessivo di proteine può sovraccaricare i reni, soprattutto in soggetti già predisposti a problemi renali. 
  • Interazioni con farmaci: la chetosi può influenzare l’assorbimento e l’efficacia di alcuni farmaci. 
  • Non adatta a tutti: la dieta chetogenica è sconsigliata a donne incinte o che allattano, a persone con diabete di tipo 1, a soggetti con malattie renali o epatiche gravi e a persone con disturbi del comportamento alimentare. 

Alternative alla dieta chetogenica 

Esistono diverse alternative alla dieta chetogenica che possono favorire la perdita di peso e migliorare la salute in modo più sostenibile e sicuro. Tra queste: 

  • Dieta mediterranea: ricca di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, pesce e olio d’oliva, la dieta mediterranea è associata a numerosi benefici per la salute, tra cui la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, diabete e alcuni tipi di cancro. 
  • Dieta DASH: ideata per abbassare la pressione sanguigna, la dieta DASH enfatizza frutta, verdura, cereali integrali, latticini a basso contenuto di grassi e proteine magre, limitando il consumo di sodio, grassi saturi e zuccheri aggiunti. 
  • Dieta intuitiva: si basa sull’ascolto dei segnali di fame e sazietà del proprio corpo per guidare le scelte alimentari. Non si tratta di una dieta specifica con regole rigide, ma piuttosto di un approccio che mira a sviluppare un rapporto sano con il cibo. 
  • Mindful eating: questa pratica incoraggia a prestare attenzione al momento del pasto, mangiando lentamente e con consapevolezza, senza distrazioni. Può aiutare a ridurre l’abbuffata e a promuovere una relazione più sana con il cibo. 

È importante sottolineare che non esiste una dieta “migliore” per tutti. La scelta del regime alimentare più adatto dipende da una serie di fattori individuali, tra cui le esigenze nutrizionali, le preferenze gustative, lo stile di vita e le eventuali condizioni mediche. 

In generale, è consigliabile consultare un medico o un nutrizionista per ricevere una valutazione personalizzata e sviluppare un piano alimentare adatto alle proprie esigenze specifiche. 

Oltre alle alternative sopracitate, è importante ricordare che la perdita di peso e il miglioramento della salute non devono essere necessariamente legati a un regime alimentare specifico. Adottare uno stile di vita sano che includa attività fisica regolare, riposo adeguato e gestione dello stress è fondamentale per il benessere generale e può contribuire a raggiungere e mantenere un peso corporeo sano nel lungo termine. 

Fonte: Diet Review: Ketogenic Diet for Weight Loss, Harvard T.H. Chan.

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